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Psittaciformes
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top
Gli mwbqpsittaciformi (mwbgPsittaciformes mwbwWagler, 1830) sono un mwcaordine di mwcquccelli mwcgneorniti comprendente numerose specie di animali noti col nome comune di mwcwpappagalli.cite-ref-1[1] Con quattro mweafamiglie l'ordine è ben diffuso e rappresentato nelle aree tropicali e subtropicali della maggior parte del Pianeta: in particolare, picchi di mweqbiodiversità vengono raggiunti in mwegAmerica meridionale ed mwewAustralia. Alcune specie sono native delle aree temperate dell'mwfaemisfero australe (come la mwfqTerra del Fuoco o la mwfgNuova Zelanda), ed il mwfwparrocchetto della Carolina come intuibile dal nome era diffuso prima dell'mwgaestinzione negli mwgqStati Uniti centro-orientali: altre specie (come il mwggparrocchetto dal collare ed il mwgwparrocchetto monaco) sono stati introdotti intenzionalmente o accidentalmente in zone mediterranee (fra cui anche l'mwhaItalia) e vi hanno impiantato popolazioni stabilicite-ref-2[2]cite-ref-3[3]cite-ref-4[4].
Nel proprio areale, difficilmente i pappagalli sono al 100% sedentari o migratori: generalmente essi tendono a spostarsi stagionalmente secondo percorsi irregolari e ancora poco studiati, in quanto questi animali si dimostrano molto timidi e grazie al forte becco riescono a liberarsi di qualsiasi anello o supporto gli venga messo per tracciarne gli spostamenti. Si tratta di uccelli dalle dimensioni molto varie nell'ambito dell'ordine: in generale, gli strigopidi ed i cacatuidi hanno sempre dimensioni piuttosto grandi (col mwkgcacapò che raggiunge i 4mwkw kg di peso, il che lo rende il pappagallo più pesante vivente), mentre gli psittacidi mostrano un mwlarange di dimensioni estremamente variabile, che va dai 10mwlq cm scarsi del mwlgpappagallo pigmeo al metro di lunghezza dell'mwlwara giacinto.
Contents
• Biologia
• Arte
• Note
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Etimologia
L'etimologia del termine mwmwpappagallo è incerta; mwnaBattisti e mwnqAlessio lo fanno derivare dall'italiano settentrionale mwngpapagà, a sua volta dal mwnwprovenzale mwoapapagai (origine anche del mwoqfrancese antico mwogpapegai, dell'mwowantico tedesco mwpapapegân, mwpqtedesco moderno mwpgPapagei, mwpwmedio inglese mwqapapegai, mwqqinglese moderno mwqgpopinjay); la parola provenzale sarebbe derivata dal mwqwgreco bizantino παπαγᾶς mwrapapagâs, a sua volta dall'mwrqarabo mwrgbabbaġā (forse da avvicinare al mwrwlatino mwsagaius o mwsqgallus)cite-ref-5[5]; mwtgDevoto propone un incrocio di mwtwpapagâs e dell'mwuaitaliano mwuqgallocite-ref-6[6]; mwvgPianigiani propone una derivazione dal mwvwturco mwwapapagan, da confrontare con mwwqbabbaġā, col mwwgpersiano mwwwbapgâ e il mwxamalese mwxqbayan, di origine mwxgonomatopeica, con una terminazione influenzata mwxwparetimologicamente da mwyagallus; alternativamente dal francese antico mwyqpape "papa" e mwyggay (francese moderno mwywgeai) "gazza" o "gallo", da cui deriverebbe la forma inglese medievale mwzapapingay, per via della somiglianza del variopinto piumaggio con i mwzqparamenti liturgici.cite-ref-7[7]
Descrizione
Caratteristica comune a tutti gli appartenenti a quest'ordine è il becco robusto e fortemente adunco che prende il nome di mwbaranfoteca con i due rami, superiore ed inferiore entrambi mobili, che si ripiegano l’uno verso l’altro. Se il becco riesce a sprigionare pressioni molto alte utili per aprire i semi e per arrampicarsi sugli alberi, grazie all'alta densità di sensori tattili presenti nella sua parte interna è in grado di consentire all'animale di manipolare oggetti con precisione e delicatezza. In generale possiedono una lingua carnosa che usano per aiutarsi a sgusciare i semi e come organo tattile.
La testa è sempre di grosse dimensioni (anche per sostenere la robusta muscolatura legata al becco), gli occhi sono posizionati in alto e lateralmente sul mwbgcranio, dando all'animale un mwbwcampo visivo che si estende per quasi 360° ed è anche parzialmente binocularecite-ref-8[8]. Le zampe corte e forti con mwdazigodattilia e robusti artigli atti ad arrampicarsi ed afferrare vengono utilizzate dall'animale assieme alla robusta lingua per afferrare e manipolare il cibo, con tanto di preferenza per l'una o l'altra zampa che rende i singoli individui mwdqmancini o destrorsicite-ref-9[9].
Altre caratteristiche tipiche di tutti i pappagalli sono i colori sgargianti: generalmente il colore dominante è il verde, ma la maggior parte delle specie possiede regioni più o meno vaste del corpo (principalmente la testa o il petto) di vari colori, come rosso, arancio o blu, ed iridescenze varie. Non mancano specie di colore grigio, nero o bruno. I cacatua si distinguono dagli altri pappagalli per i colori generalmente più dimessi, in quanto durante il proprio processo evolutivo essi hanno perso il colore blu e verde del piumaggio (dovuto a un particolare arrangiamento delle penne) in favore di tinte più tenui come il bianco, il rosato o il giallo: tuttavia, la perdita della psittacofulvina dal piumaggio li rende meno resistenti al mwewBacillus licheniformis, batterio che degrada il piumaggiocite-ref-10[10]. Nei Cacatuidi è però presente una cresta erettile di penne cefaliche che è una prerogativa di questa famiglia, sebbene altre specie (come i lorichetti dei generi mwgqmwggVini e mwgwmwhaPhigys ed il mwhqpappagallo dal ventaglio) siano in grado di rizzare le penne della testa.
Biologia
Tutti gli appartenenti all'ordine sono principalmente granivori, comportandosi più da "predatori" di semi che da dispersori di essi in quanto si nutrono del seme in sé, e non dei frutti che lo contengono. Alcuni integrano la dieta con proteine d’origine animale (prevalentemente insetti).
Alcune specie (come il mwjgchea) possono nutrirsi anche di carogne o di piccoli animali, mentre i mwjwlorichetti sono specializzati in una dieta a base di mwkanettare e mwkqpolline, per perseguire la quale possiedono una particolare lingua a spazzola ed alcuni adattamenti al tratto digerentecite-ref-11[11].
Per aprire gli involucri dei semi i pappagalli si servono del forte becco, utilizzando la lingua e la mandibola (e in caso di semi particolarmente voluminosi anche di una zampa) per ruotare il seme e rimuovere la pulacite-ref-12[12]. Molte specie sono inoltre solite ingerire mwpgargilla per assumere minerali che scarseggiano nella dieta e neutralizzare le sostanze velenose che molti semi rilascianocite-ref-13[13].
I pappagalli sono caratterizzati da livree molto colorate che rivestono una grande importanza nelle relazioni sociali. I colori del piumaggio servono per il riconoscimento tra gli individui della stessa specie e sono un indicatore del benessere di un esemplare. Alla colorazione accesa del piumaggio che mostrano quasi tutti i pappagalli, non corrisponde però un marcato mwsgdimorfismo sessuale (con alcune eccezioni, fra cui il sorprendente mwswecletto), dato che la stragrande maggioranza di questi uccelli ha abitudini rigidamente mwtamonogame, coi due mwtqpartner che passano insieme l'intera vita. Alla base della vita sociale dei pappagalli c’è la coppia ma ogni coppia tende a formare piccoli gruppi di individui. I gruppi a volte si ingrandiscono anche notevolmente per andare alla ricerca di cibo, per riposare sulle cime degli alberi e, a volte, per nidificare, conducendo spesso vita coloniale. Questo fa sì che, per un individuo, da un lato sia più difficile essere predato (effetto diluizione) e dall’altro gli risulti più facile l’individuazione del cibo e dei siti per il riposo.
Il nido è nella maggior parte dei casi ricavato da una cavità scavata in un tronco, fra le rocce o nel terreno. Quest'ultimo caso è più comune fra le specie del mwvqSudamerica meridionale: solo il mwvgparrocchetto monaco e cinque specie di mwvwinseparabile costruiscono un nido di sterpi fra gli albericite-ref-14[14], e tre specie di parrocchetti terragnoli nidificano al suolo. I cacatua, tuttavia, sono soliti foderare i nidi con ramoscelli, corteccia e materiale vegetale. Per le specie di grandi dimensioni, può risultare problematico trovare cavità naturali abbastanza grandi da poter ospitare senza problemi l'adulto e la nidiata, ed è presente una forte competizione sia interspecifica che intraspecifica (anche con altre specie di uccelli) per accaparrarsi i pochi posti disponibilicite-ref-15[15]cite-ref-16[16].
Alcune specie nidificano in colonie che possono contare fino a 70000 coppiecite-ref-17[17]: la colonialità non è tuttavia molto diffusa fra i pappagalli, poiché le coppie tendono ad utilizzare cavità preesistenti per la nidificazione, piuttosto che scavarne di nuovecite-ref-18[18]. La cova è appannaggio della femmina in quasi tutte le specie, ad eccezione dei cacatua, del mw1qlorichetto blu e del mw1gpappagallo acrobata vernale, dove ambedue i sessi collaborano all'incubazione delle uova, che sono sempre di colore bianco: il periodo di cova può durare fra le due settimane ed i 35 giorni a seconda della specie (con rapporto di proporzionalità diretta fra la taglia ed il tempo d'incubazione), durante i quali la madre si separa assai raramente dalle uova, venendo nutrita dal maschio. I piccoli sono inermi e nudi o ricoperti da un rado piumino, e vengono nutriti da ambedue i genitori per molti mesi sebbene siano in grado di uscire dal nido dopo un periodo che varia fra le tre settimane ed i quattro mesi dalla schiusacite-ref-19[19]. Tutti i pappagalli sono perciò marcatamente mw2wK-strateghi, con una sola covata l'anno (a volte una ogni 2-3 anni) ed un piccolo numero di nidiacei che vengono accuditi per molto tempo.
Assieme ai mw5gcorvidi, i pappagalli vengono considerati fra gli uccelli più intelligenti, in quanto sono in grado di risolvere problemi anche complessi. Il mw5wcacatua delle palme è solito creare delle bacchette a partire da rami freschi con cui poi percuote un tronco cavo ascoltandone attentamente il suono prodotto: è l'unico animale, a parte l'uomo, in grado di produrre un suono ritmico con degli strumenticite-ref-20[20]; inoltre osservando i maschi sono state scoperte più di 30 sillabe che vengono combinate a formare lunghe e complesse sequenze vocalicite-ref-21[21]. Il rapporto massa cerebrale/massa corporea di questi uccelli è comparabile a quello degli mw8aominoidi: tuttavia, la mw8qcorteccia cerebrale (generalmente ritenuta la parte del cervello responsabile dell'mw8gintelligenza) è piuttosto poco sviluppata in questi animali, sebbene sia stato appurato che negli uccelli essa è a carico dell'iperstriato ventrale, che infatti negli psittaciformi è estremamente sviluppato e funzionalmente simile a quello umanocite-ref-22[22]. L'mw-aapprendimento ha un ruolo fondamentale per i pappagalli, sia per apprendere i comportamenti sociali che, trattandosi di animali frugivori, per imparare la stagionalità di maturazione del proprio cibo: anche il mw-qgioco ha una grande importanza in questo senso. L'assenza di stimoli provoca ritardi nello sviluppo psichico dei giovani, mentre negli adulti può portare mw-gstress che si traduce in comportamenti stereotipati ripetuti ossessivamente e nello strappamento delle piume.
Molte specie di pappagallo sono inoltre in grado di imitare perfettamente molti suoni, fra cui la voce umana, ed alcune (in particolare il mwaqepappagallo cenerino e le varie specie di mwaqiamazzone) riescono ad associare le parole col loro significato e perfino a formulare delle semplici frasicite-ref-23[23]: non avendo mwaqccorde vocali, per farlo essi sfruttano il passaggio dell'aria attraverso la mwaqgtrachea biforcata, emettendo vari suoni contemporaneamente per ottenere il tono desiderato. Questa particolare caratteristica era conosciuta ed apprezzata fin dall'antichità, tanto che già nel 1250 mwaqkGialal al-Din Rumi nel suo mwaqoMasnavi descrive un metodo per insegnare a parlare ai pappagalli. Assieme ai colori sgargianti che quasi tutti i pappagalli mostrano, la capacità di "parlare" li rendeva e li rende tuttora molto apprezzati come animali da compagnia.
Per contro, molte specie di pappagallo sono vittima di mwaqwbracconaggio per poter essere vendute clandestinamente a privati od organizzazioni, e questo assieme all'inquinamento ed alla riduzione dellmwaq0'mwaq4mwaq8habitat minaccia la sopravvivenza di alcune speciecite-ref-24[24]: d'altronde, proprio in virtù del loro essere considerati "mwarqspecie carismatiche", questi animali sono spesso oggetto di battaglie che mirano ad assicurarne la protezione, a beneficio anche di altre specie meno note con le quali condividono il proprio areale.
Tassonomia
Il fatto che la diversità di specie di pappagalli sia massima in Sudamerica ed Australasia lascia supporre che quest'ordine si sia evoluto in un’area che un tempo apparteneva al mwarcGondwana: a supporto di ciò vi sono recenti studi a livello molecolare, che daterebbero la differenziazioni degli psittaciformi a circa 59 milioni di anni facite-ref-25[25]. Tuttavia, a causa della scarsità di reperti mwarwfossili è difficile avvalorare e confermare questa tesi.
Le analisi dei mwar4trasposoni del genoma degli Psittaciformi e dei mwar8passeriformi hanno inoltre rivelato un'insospettata stretta parentela fra i due ordini, tanto da far pensare che si tratti di due gruppi gemelli ascrivibili ad un unico mwasaclade (mwasePsittacopasserae)cite-ref-26[26]. Generalmente, il fossile più antico ascrivibile a uno psittaciforme si crede sia un frammento di gnatoteca (la porzione inferiore del becco) di circa 15mwasy mm risalente a circa 70 milioni di anni fa (mwasctardo Cretaceo) e ritrovato in mwasgWyomingcite-ref-27[27]: alcuni studiosi, tuttavia, sarebbero più propensi ad ascrivere il suddetto reperto ad un mwas0teropode della famiglia dei mwas4Caenagnathidaecite-ref-28[28]cite-ref-29[29].
Anche in mwat0Europa (dove ai tempi il clima era tropicale, a causa del mwat4massimo termico del Paleocene-Eocene), ed in particolare in mwat8Danimarca, è stato ritrovato un mwauaomero classificato come appartenente ad un pappagallo, denominato mwaueMopsitta tanta, datato a 54 milioni di anni fa (inizio dell'mwaumEocene)cite-ref-30[30]: il reperto non può tuttavia essere inequivocabilmente descritto come appartenente ad uno psittaciforme, anzi alcuni studiosi pensano possa appartenere ad un mwaugibis del genere mwaukmwauoRhynchaeites, del quale sono stati rinvenuti alcuni fossili (in particolare zampe posteriori) nello stesso giacimento.
Altri fossili più o meno completi di uccelli simili a pappagalli sono stati rinvenuti in mwauwInghilterra e mwau0Germania, ma gli studiosi sono più propensi a ritenere questi animali come linee evolutive basali parallele agli Psittacidi (coi quali condividevano molte mwau4autapomorfie) sviluppatesi nell'mwau8emisfero boreale ed estintesi senza lasciare discendenticite-ref-31[31]: si tratta quindi di uccelli "simili a pappagalli", ma non di pappagalli veri e propri. Sono ascrivibili a questo tipo di uccelli intere famiglie, come quelle degli Pseudasturidae/Halcyornithidae, dei Vastanavidae e dei Quercypsittidae, oltre ad altre specie fossili controverse come mwavgPsittacopes, mwavoSerudaptus (quest'ultimo forse un membro degli Pseudasturidae), mwavwPalaeopsittacus (forse un mwav4caprimulgiforme od un quercypsittide), mwav8Precursor e mwawePulchrapollia.
I primi resti ascrivibili a Psittacidi veri e propri risalgono a circa 20-23 milioni di anni fa (tardo mwawqOligocene - mwawuMiocene) ed anch'essi sono quasi tutti di provenienza europea. Fra di essi si annoverano mwawyArchaeopsittacus, mwawgBavaripsitta e mwawoXenopsitta, oltre ad altri fossili non ancora classificati provenienti da mwawwFrancia ("mwaw0Psittacus" mwaw4laertertianus) e mwaw8Nuova Zelanda. Gli psittaciformi vengono divisi in quattro mwaxafamiglie: mwaxeStrigopidae, mwaxiPsittacidae, mwaxmPsittaculidae e mwaxqCacatuidae. Secondo alcuni autori, la separazione fra i tre cladi sarebbe più netta e si tratterebbe quindi di tre mwaxusuperfamiglie, rispettivamente mwaxyStrigopoidea, Psittacoidea e Cacatuoidea.
In passato, gli strigopidi neozelandesi venivano considerati come facenti parte degli psittacidi, tuttavia la loro differenziazione da questi ultimi è molto più antica di quanto si credesse e perciò si tende attualmente a considerarli una famiglia a sé stantecite-ref-32[32]cite-ref-33[33]. Anche i lori venivano in passato classificati come una famiglia a sé stante, quella dei Loriidaecite-ref-34[34], mentre attualmente vengono considerati una mwayytribù (mwaycLoriini)cite-ref-35[35].
I cacatuidi invece vengono da sempre considerati un clade a sé stante in virtù delle numerose caratteristiche morfologiche che li distinguono dagli altri pappagalli, fra cui la vistosa cresta cefalica erettile, la presenza di una mway0cistifellea e di differenze rilevanti nelle ossa del mway4cranio e delle arterie mway8carotidi e la mancanza della struttura di Dyck nelle piume, che permette alle specie africane e asiatiche di sfoggiare piumaggi verdi, blu e iridescenti.
mwazkFamiglia mwazoStrigopidae mwazsBonaparte, 1849
• mwaz4mwaz8Nestor mwaaaLesson, 1830 (3 spp.)
• mwaaimwaamStrigops mwaaqG.R. Gray, 1845 (1 sp.)
mwaayFamiglia mwaacCacatuidae mwaagG.R. Gray, 1840
• mwaasmwaawProbosciger mwaa0Kuhl, 1820 (1 sp.)
• mwaa8mwabaCalyptorhynchus mwabeDesmarest, 1826 (5 spp.)
• mwabmmwabqCallocephalon mwabuLesson, 1837 (1 sp.)
• mwabcmwabgEolophus mwabkBonaparte, 1854 (1 sp.)
• mwabsmwabwLophochroa mwab0Bonaparte, 1857 (1 sp.)
• mwab8mwacaCacatua mwaceVieillot, 1817 (11 spp.)
• mwacmmwacqNymphicus mwacuWagler, 1832 (1 sp.)
mwaccFamiglia mwacgPsittaculidae
• mwacsSottofamiglia mwacwPlatycercinae mwac0Selby, 1836,
• Tribù mwadaPezoporini mwadeBonaparte, 1837
• Genere mwadqmwaduNeopsephotus mwadyMathews, 1912 (1 sp.)
• Genere mwadgmwadkNeophema mwadoSalvadori, 1891 (6 spp.)
• Genere mwadwmwad0Pezoporus mwad4Illiger, 1811 (3 spp.)
• Tribù mwaeaPlatycercini
• Genere mwaemmwaeqProsopeia mwaeuBonaparte, 1854 (3 spp.)
• Genere mwaecmwaegEunymphicus mwaekPeters, 1937 (2 spp.)
• Genere mwaesmwaewCyanoramphus mwae0Bonaparte, 1854 (12 spp.)
• Genere mwae8mwafaPlatycercus mwafeVigors, 1825 (6 spp.)
• Genere mwafmmwafqBarnardius mwafuBonaparte, 1854 (1 sp.)
• Genere mwafcmwafgPurpureicephalus mwafkBonaparte, 1854 (1 sp.)
• Genere mwafsmwafwLathamus mwaf0Lesson, 1830 (1 sp.)
• Genere mwaf8mwagaNorthiella mwageMathews, 1912 (2 sp.)
• Genere mwagmmwagqPsephotus mwaguGould, 1845 (1 spp.)
• Genere mwagcmwaggPsephotellus mwagkMathews, 1913 (4 sp.)
• mwagsSottofamiglia mwagwPsittacellinae mwag0Joseph, Toon, Schirtzinger, Wright & Schodde, 2012
• Genere mwahamwahePsittacella mwahiSchlegel, 1871 (4 spp.)
• mwahqSottofamiglia mwahuLoriinae mwahySelby, 1836
• Tribù mwahkLoriini mwahoSelby, 1836
• Genere mwah0mwah4Chalcopsitta mwah8Bonaparte, 1850 (3 spp.)
• Genere mwaiemwaiiEos mwaimWagler, 1832 (6 spp.)
• Genere mwaiumwaiyPseudeos mwaicPeters, 1935 (2 sp.)
• Genere mwaikmwaioTrichoglossus mwaisStephens, 1826 (13 spp.)
• Genere mwai0mwai4Psitteuteles mwai8Bonaparte, 1854 (3 spp.)
• Genere mwajemwajiLorius mwajmVigors, 1825 (6 spp.)
• Genere mwajumwajyPhigys mwajcGray, 1870 (1 sp.)
• Genere mwajkmwajoVini mwajsLesson, 1833 (5 spp.)
• Genere mwaj0mwaj4Glossopsitta mwaj8Bonaparte, 1854 (1 spp.)
• Genere mwakemwakiParvipsitta mwakmMathews, 1916 (2 spp.)
• Genere mwakumwakyCharmosyna mwakcWagler, 1832 (14 spp.)
• Genere mwakkmwakoOreopsittacus mwaksSalvadori, 1877 (1 sp.)
• Genere mwak0mwak4Neopsittacus mwak8Salvadori, 1875 (2 spp.)
• Tribù mwaleMelopsittacini mwaliBonaparte, 1857
• Genere mwalumwalyMelopsittacus mwalcGould, 1840 (1 sp.)
• Tribù mwalkCyclopsittini mwaloSalvadori, 1891
• Genere mwal0mwal4Cyclopsitta mwal8Reichenbach, 1850 (2 spp.)
• Genere mwamemwamiPsittaculirostris mwammJ.E. Gray & G.R. Gray, 1859 (3 spp.)
• mwamuSottofamiglia mwamyAgapornithinae mwamcSalvin, 1882
• Genere mwamomwamsAgapornis mwamwSelby, 1836 (9 spp.)
• Genere mwam4mwam8Loriculus mwanaBlyth, 1850 (14 spp.)
• Genere mwanimwanmBolbopsittacus mwanqSalvadori, 1891 (1 sp.)
• mwanySottofamiglia mwancPsittaculinae mwangVigors, 1825
• Tribù mwansPolytelini mwanwMathews, 1916
• Genere mwan8mwaoaAlisterus mwaoeMathews, 1911 (3 spp.)
• Genere mwaommwaoqAprosmictus mwaouGould, 1842 (2 spp.)
• Genere mwaocmwaogPolytelis mwaokWagler, 1832 (3 spp.)
• Tribù mwaosPsittaculini
• Genere mwao4mwao8Psittinus mwapaBlyth, 1842 (1 sp.)
• Genere mwapimwapmGeoffroyus mwapqBonaparte, 1850 (3 spp.)
• Genere mwapymwapcPrioniturus mwapgWagler, 1832 (10 spp.)
• Genere mwapomwapsTanygnathus mwapwWagler, 1832 (4 spp.)
• Genere mwap4mwap8Eclectus mwaqaWagler, 1832 (1 sp.)
• Genere mwaqimwaqmPsittacula mwaqqCuvier, 1800 (16 spp.)
• Genere mwaqymwaqcLophopsittacus mwaqgNewton, 1875 (1 sp.†)
• Genere mwaqomwaqsNecropsittacus mwaqwMilne-Edwards, 1873 (1 sp.†)
• Tribù mwaq4Micropsittini mwaq8Mathews, 1927
• Genere mwarimwarmMicropsitta mwarqLesson, 1831 (6 spp.)
mwaryFamiglia mwarcPsittacidae
• mwaroSottofamiglia mwarsPsittacinae mwarwRafinesque, 1815
• Genere mwar8mwasaPsittacus mwaseLinnaeus, 1758 (1 sp.)
• Genere mwasmmwasqPoicephalus (10 spp.)
• mwasySottofamiglia mwascArinae mwasgG.R. Gray, 1840
• Genere mwassmwaswAnodorhynchus mwas0Spix, 1824 (3 spp.)
• Genere mwas8mwataCyanopsitta mwateBonaparte, 1854 (1 sp.)
• Genere mwatmmwatqAra mwatuLacépède, 1799 (9 spp.)
• Genere mwatcmwatgOrthopsittaca mwatkBonaparte, 1854 (1 sp.)
• Genere mwatsmwatwPrimolius mwat0Bonaparte, 1857 (3 spp.)
• Genere mwat8mwauaDiopsittaca mwaueRidgway, 1912 (1 sp.)
• Genere mwaummwauqRhynchopsitta mwauuBonaparte, 1854 (2 spp.)
• Genere mwaucmwaugOgnorhynchus mwaukBonaparte, 1857 (1 sp.)
• Genere mwausmwauwGuaruba mwau0Lesson, 1830 (1 sp.)
• Genere mwau8mwavaAratinga mwaveSpix, 1824 (6 spp.)
• Genere mwavmmwavqEupsittula mwavuBonaparte, 1853 (5 spp.)
• Genere mwavcmwavgThectocercus mwavkRidgway,1912 (1 sp.)
• Genere mwavsmwavwPsittacara mwav0Vigors, 1825 (11 spp.)
• Genere mwav8mwawaLeptosittaca mwaweBerlepsch e Stolzmann, 1894 (1 sp.)
• Genere mwawmmwawqConuropsis mwawuSalvadori, 1891 (1 sp.)
• Genere mwawcmwawgCyanoliseus mwawkBonaparte, 1854 (1 sp.)
• Genere mwawsmwawwPyrrhura mwaw0Bonaparte, 1856 (24 spp.)
• Genere mwaw8mwaxaEnicognathus mwaxeG.R. Gray, 1840 (2 spp.)
• Genere mwaxmmwaxqMyiopsitta mwaxuBonaparte, 1854 (1 sp.)
• Genere mwaxcmwaxgPsilopsiagon mwaxkRidgway, 1912 (2 spp.)
• Genere mwaxsmwaxwBolborhynchus mwax0Bonaparte, 1857 (3 spp.)
• Genere mwax8mwayaForpus mwayeBoie, 1858 (7 spp.)
• Genere mwaymmwayqBrotogeris mwayuVigors, 1825 (8 spp.)
• Genere mwaycmwaygNannopsittaca mwaykRidgway, 1912 (2 spp.)
• Genere mwaysmwaywTouit mway0Gray, 1855 (8 spp.)
• Genere mway8mwazaPionites mwazeHeine, 1890 (2 spp.)
• Genere mwazmmwazqPyrilia mwazuBonaparte, 1856 (7 spp.)
• Genere mwazcmwazgPionopsitta mwazkBonaparte, 1854 (1 sp.)
• Genere mwazsmwazwHapalopsittaca mwaz0Ridgway, 1912 (4 spp.)
• Genere mwaz8mwa0aAlipiopsitta mwa0eCaparroz e Pacheco, 2006 (1 spp.)
• Genere mwa0mmwa0qGraydidascalus mwa0uBonaparte, 1854 (1 spp.)
• Genere mwa0cmwa0gPionus mwa0kWagler, 1832 (8 spp.)
• Genere mwa0smwa0wAmazona mwa00Lesson, 1830 (32 spp.)
• Genere mwa08mwa1aDeroptyus mwa1eWagler, 1832 (1 sp.)
• Genere mwa1mmwa1qTriclaria mwa1uWagler, 1832 (1 sp.)
Arte
Nei mwa1gbestiari medievali il pappagallo era visto come immagine della purezza, dell'incontaminazione dal peccato in quanto si riteneva che temesse la pioggia la quale avrebbe potuto rovinare il colore del suo piumaggio. Nell'mwa1kiconografia cristiana questo uccello è incluso tra gli attributi mariani poiché si pensava che sapesse pronunciare la parola "Ave", il saluto dell'mwa1oarcangelo Gabriele a mwa1sMaria.cite-ref-37[37]
Note
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Voci correlate
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Collegamenti esterni
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